In un certo senso, possiamo considerare la storica trasmissione Non è mai troppo tardi, condotta dall'indimenticabile figura del maestro Alberto Manzi, l'antesignana della DAD, ovvero 'Didattica a Distanza', ipotesi di didattica telematica latente da tempo, ma varata in emergenza in questa seconda fase dell'anno scolastico, colpito anch'esso, come tutto il paese, dalla pandemia.  

Sicuramente la trasmissione promossa dalla RAI in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione tra il 1960 e il 1968 era unidirezionale e si rivolgeva ad un pubblico diverso e con un obiettivo preciso: quello di consentire il completamento del ciclo di istruzione obbligatoria ai ragazzi residenti in località disagiate prive di scuole secondarie e di ridurre ulteriormente l'analfabetismo (8,3%)    

Oggi abbiamo obiettivi più ampi e i mezzi telematici sono diversi, ma ci sono ancora problemi da superare.

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La DAD di oggi, quella via web, non è un'assoluta novità, in quanto già da tempo utilizzata in alcune università e soprattutto per la formazione professionale; ma di certo non era mai stata usata in modo così esteso e a tutti il livelli formativi, dalla scuola dell'infanzia agli atenei, sostituendo tutto ciò che prima veniva fatto in presenza.

Noi insegnanti abbiamo generalmente optato per la video lezione, sia dal vivo che con registrazioni audio o video, per mantenere il più possibile un contatto diretto con gli allievi e per ‘umanizzare’ la trasmissione dei saperi. Molto materiale didattico è stato poi caricato nel registro elettronico a supporto delle video lezioni e con attività da svolgere, corredate da istruzioni e tempistiche per la consegna. Per una personalizzazione della didattica i docenti si sono resi disponibili a contatti diretti, via mail e messaggi, scritti o vocali, e molti allievi hanno utilizzato questo ulteriore canale per chiarire dubbi e ottenere consigli personalizzati.

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Di grande aiuto sono stati i libri di testo in versione online e il materiale accessorio fornito dalle case editrici o approntati  dagli insegnanti stessi per fissare i concetti chiave, supportati da immagini, schemi e cartine esplicative. Più difficoltoso è stato lo svolgimento delle verifiche scritte, ma anche qui i docenti hanno saputo trovare canali adeguati e strategie diversificate per materia e per gli apprendimenti da testare.

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E per Scienze Motorie senza palestra? È stata necessaria una drastica revisione degli obiettivi, per la maggior parte non raggiungibili con la DAD. La riorganizzazione dell’approccio alla didattica è stata volta alla sensibilizzazione sull’importanza di essere fisicamente attivi anche in una situazione di forzata permanenza domestica attraverso un approfondimento teorico dei concetti di salute, benessere e stili di vita. Sono state suggerite attività motorie corredate da precise indicazioni, anche con video-tutorial, e gli allievi hanno dimostrato di apprezzare le proposte e molti hanno inviato video registrazioni a testimonianza del lavoro svolto.  

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Neanche il Progetto Inclusione si è fermato, e i padlet sono stati un valido mezzo di interazione per caricare argomenti assegnati dal docente e compiti eseguiti dall’allievo nell’arco di una stessa settimana, come in un’agenda.

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Per noi docenti è stata anche un’occasione per mettere a punto alcuni aspetti della nostra didattica, utilizzando più immagini e video, grazie alle grandi risorse della rete, indicando agli allievi siti di approfondimento, ma invitandoli anche a contribuire con una loro ricerca personale di materiale da condividere poi durante la lezione, talvolta creando essi stessi prodotti a corollario della lezione.

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Ma come l’hanno vissuta i nostri allievi? Ecco i pareri di Chiara ed Elisa di una classe seconda: 

Chiara: Nonostante l’emergenza pandemica, la DAD ci ha permesso comunque di proseguire con le lezioni e concludere l’anno scolastico. Sebbene il contatto umano attraverso la videochiamata scarseggiasse, la didattica online ha tenuto la mente occupata nel periodo della quarantena in cui per alcune famiglie è stato difficile organizzare le proprie giornate: quindi, avendo orari fissi per le lezioni, la mattina trascorreva abbastanza normalmente. Inoltre, questo tipo di didattica mi ha consentito di sviluppare maggior senso di responsabilità, perché ho dovuto gestirmi al meglio con lo studio personale e i tempi delle consegne e ho acquisito maggiore confidenza con programmi e apparecchiature informatiche. La parte un po’ difficoltosa è stata soprattutto per le verifiche, per completare tutto nelle tempistiche stabilite.

Elisa: Sono d’accordo con Chiara, ma a me il contatto con i compagni di classe è mancato moltissimo, ed essendo io già timida in classe, la mia partecipazione alla lezione è calata notevolmente. Personalmente ho trovato difficoltà soprattutto nelle verifiche, perché doverle gestire online mi dava ansia.

E ora quelli di Lisa, di quarta, e Francesco di quinta:

Lisa: Secondo me è stato l'unico modo efficace per continuare e terminare l'anno scolastico e i programmi preventivati. Gli insegnanti si sono dimostrati nolto disponibili, sia con l'opportunità delle video lezioni, sia venendo incontro alle nostre richieste in qualsiasi momento. Certo, siamo stati molte ore al computer, a volte quasi tutto il giorno, tanto noi studenti quanto gli insegnanti; inoltre, seguendo le lezioni da casa le nostre vite, quella scolastica e quella privata, si sono spesso in parte accavallate, ma tutto sommato posso definirla un'esperienza positiva e costruttiva per tutti. 

Francesco: Sono dell’idea che la lezione in classe sia insostituibile, soprattutto per il contatto umano, tra compagni e con gli insegnanti. Le piattaforme sono state un grande supporto per mantener il contatto, sia di mattina che di pomeriggio, ma non tutti hanno avuto la possibilità di sfruttare al meglio il mezzo tecnico a causa di una connessione poco efficiente.

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Vantaggi apprezzabili? Ci siamo svegliati tutti un po’ più tardi la mattina, abbiamo risparmiato in benzina e abbonamenti ai mezzi pubblici, non ci siamo preoccupati di apparire nel nostro look più smagliante, ma piuttosto di affrontare questa nuova sfida con positività, creatività e curiosità. Gli allievi che non avevano potuto seguire la lezione in diretta potevano, in vari casi, ascoltarne la registrazione più tardi, il che ha portato flessibilità nella modalità dell’apprendimento e facilitato l’organizzazione dei tempi. Sicuramente non è come essere in classe e condividere momenti in presenza, ma certamente meglio che l’assenza di contatti e di interazione.

Limiti? Primi fra tutti i problemi tecnici: dispositivi obsoleti o più persone collegate nello stesso momento, chi per studio e chi per telelavoro, scarsa ricezione e un limitato traffico dati per chi si connetteva con il cellulare, oppure connessioni ADSL deboli. Altri limiti sono di carattere più pratico come ad esempio la scarsa dimestichezza con la tecnologia da parte di docenti e alunni, interrogazioni o test su piattaforme poco conosciute, ma anche il disagio emotivo nell’eseguire verifiche in solitudine, senza l’insegnante che ti passa accanto sbirciando quello che stai scrivendo e cercare di capire dalla sua espressione se il procedimento è corretto o no...

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Ci sono stati problemi logistici, cioè la difficoltà per alcuni allievi di trovare un luogo adatto dove non essere disturbati da aspirapolvere in funzione, cani che abbaiano, lavori di ristrutturazione in corso, e fratellini invadenti...

E poi ‘Il fattore umano’: con le video lezioni in diretta sono spesso mancate agli allievi le mimiche facciali degli insegnanti, la loro gestualità, le sfumature del tono di voce, piccoli ma importantissimi segnali che fanno spesso la differenza nel processo di apprendimento, nell’ascolto e nella comprensione dei contenuti e nel fissarli nella memoria da parte degli studenti. 

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Ma lo svantaggio l’hanno avuto anche gli insegnanti nel tentativo di svolgere il loro lavoro di educatori e non solo di meri trasmettitori di sapere. Ci siamo spesso rivolti ad un pubblico di avatar: webcam spente per risparmiare giga o per nascondere facce assonnate, e volti degli studenti sostituiti da un’immagine a scelta dell’allievo. Non potendo guardare gli alunni negli occhi e leggere i loro volti, interpretandone le espressioni, non abbiamo potuto cogliere le ansie dei più timidi e le difficoltà dei più fragili, segnali fondamentali per modulare e personalizzare la nostra didattica.

Benché in molti casi le assenze siano state rare, spesso non avevamo modo di sapere se, quando accadeva, era per malattia, impegni personali o semplicemente per problemi di accesso alla piattaforma. Eppure molti allievi si sono spontaneamente preoccupati d’informare gli insegnanti che sarebbero stati assenti per qualche ragione o per scusarsi della mancata presenza, adducendone il motivo.

Inoltre, siamo stati piacevolmente colpiti che alla conclusione delle lezioni ragazze e ragazzi ci abbiano ringraziato, a sottolineare il fatto che fare lezione a distanza è stato importante anche per loro.

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Tirando le somme, grazie alla disponibilità, alla perseveranza e al senso di responsabilità di tutti, possiamo dire che:

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videoVideo realizzati dagli allievi in questo periodo: 

"Der Coronavirus und unsere Umwelt

"Food Waste

"Deutsche Redewendungen rund ums Essen"

 

Ulteriore materiale in allegato

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